Lo yoga e il mio metodo

Lo yoga è una disciplina millenaria, originaria dell’India.
Viene tramandata oralmente da maestro a discepolo per lunghissimo tempo.
Poi, compaiono le prime testimonianze grafiche su monete, tavolette, sigilli (circa 5000 a.C.).
Dopodiché, giungono anche le prime fonti scritte: Upanishad (VIII/VII secolo a.C. – V/IV secolo a.C.), Bhagavad Gita di Vyasa (primi secoli a.C.), Yogasutra di Patanjali (I – V secolo d.C.), Hathayoga Pradipika di Svatmarama (XV secolo d.C.), Gheranda Samhita (XVI/XVIII secolo d.C.).
Questi sono i punti fondamentali da cui partire per incontrare lo yoga nella storia e capire come questa disciplina millenaria si sia evoluta nel tempo.

Lo yoga è composto da varie pratiche (ad esempio, asana, le posizioni; pranayama, le tecniche per il controllo e l’espansione del respiro e dell’energia vitale; meditazioni; mantra; shatkarma o shatkriya, i metodi di pulizia del corpo). Inoltre, la disciplina segue diverse vie (Hatha, Raja, Jnana, Bhakti, Karma, Vinyasa, Kundalini, Ashtanga, ecc.), le quali conferiscono più o meno rilevanza alle pratiche suddette, mantenendo vivo lo scopo comune del percorso: la liberazione dell’anima dal ciclo delle rinascite. Rimanendo, invece, sul piano della vita quotidiana, lo yoga permette di portare equilibrio e consapevolezza nella propria esistenza, sviluppando una visione più razionale ed oggettiva degli eventi, conferendo spirito di autocoscienza, diminuendo la tendenza al giudizio, donando la libertà di scoprire davvero se stessi nel profondo.

Ciò che conta più di qualsiasi altra cosa è l’intenzione. Sempre.

Lo yoga chiede alla persona solamente di sentire.
Ascolta.
Percepisci.
Osserva.
Vedi.
Riconosci.

Lo yoga è uno strumento: attraverso questa disciplina possiamo ritrovare noi stessi, scoprire chi siamo veramente, la nostra vera natura, la nostra vera essenza; possiamo sentirci davvero parte di un tutto; possiamo trovare equilibrio, attraverso radicamento, presenza, flessibilità, accettazione, forza, amore, gratitudine, comprensione, consapevolezza, assenza di giudizio, armonia, pace, libertà, intuizione; possiamo alleviare o eliminare blocchi e tensioni, sia fisici che mentali.

Utilizzo il verbo “potere” perché lo yoga non è una magia, un incantesimo. Non basta srotolare un tappetino ed eseguire una pratica per far sì che conduca ad una crescita personale.
Lo yoga ha un potenziale, proprio come ogni persona.
La chiave è l’intenzione. Solo con volontà, impegno, pazienza, dedizione, convinzione, determinazione, costanza e perseveranza puoi mettere in atto il potenziale dello yoga e, di conseguenza, il tuo.
Spesso leggiamo o sentiamo la frase “Practice, practice and all is coming”.
Ma se manca l’intenzione, si può praticare per ore, giorni, mesi, anni in continuazione e quel “tutto” comunque non arriverà.
Se c’è l’intenzione, invece, sono sufficienti anche solo due minuti al giorno di respirazione consapevole per percepire gli effetti benefici di questo strumento potentissimo.
Non conta la quantità, ma la qualità.

Se pratichi yoga con intenzione, ti conduce ad una vita piena.
Una vita che non conosce vuoti.
Una vita consapevole, nel bene e nel male.
Una vita dove non hai bisogno del giudizio altrui per essere cosciente della tua unicità.
Una vita dove basti tu.
Se qualcuno entra, è solo perché lo vuoi, non perché ne hai bisogno.
Una vita dove rispetti te stesso e gli altri.

Lo yoga ti riconnette.
Con te stesso.
Con la tua natura e la tua essenza.
Con le tue luci e le tue ombre.
Con un’esistenza autentica.
Con il prossimo.
Con il Tutto, l’Universo intero.

Il mio metodo di insegnamento si basa su una visione non dogmatica dello yoga e sull’accessibilità ad esso da parte di tutti, fisicamente, mentalmente ed economicamente. Spesso viene mostrato come una disciplina d’élite ed esclusiva: si pensi alle pratiche in studi lussuosi, con abbonamenti da capogiro, frequentati da praticanti abbienti con abiti di brand costosissimi e corpi scultorei. Oppure, si faccia riferimento ai Social Network, dove troppo spesso lo yoga viene presentato come una ginnastica per contorsionisti.

Lo yoga può e deve essere semplice, alla portata di tutti e soprattutto inclusivo. Sono estremamente convinta che il compito degli insegnanti, nella nostra società, dovrebbe essere quello di cercare di promuovere lo yoga come uno strumento per la vita quotidiana grazie al quale ritrovare umanità, educazione e rispetto, avere basi e fondamenta per la mente quando ci si sente persi e senza vie d’uscita, vivere razionalmente la propria emotività e, dunque, con spirito di autocoscienza, aiutare a riconoscere se stessi e a scorgere la propria luce interiore in mezzo alle proprie ombre, comprendendo e accettando anche quest’ultime.

Nelle mie classi insegno Hatha-Vinyasa Yoga: uno stile in cui gli asana vengono tenuti per alcuni respiri oppure eseguiti seguendo la dinamica naturale del respiro al fine di risvegliare l’energia vitale, di farla scorrere libera nel corpo e di attivare, sbloccare ed equilibrare i Chakra. Gli asana hanno, inoltre, la possibilità di lavorare in modo sinergico ed armonioso sull’interezza del fisico, andando a conferire beneficio ai muscoli più profondi, alle ossa, agli organi, ai vari apparati. Introduco, infine, l’esecuzione di pranayama e meditazione e, dunque, gli asana hanno anche la funzione di sciogliere tensioni e blocchi a livello fisico per preparare il corpo all’immobilità della posizione meditativa durante la parte finale della pratica.

Sottolineo che quando si parla di yoga non si tratta di sport, ma di una pratica che, partendo da un lavoro a livello fisico per la salute e il benessere di quest’ultimo, va ad agire e stimolare mente e anima a livello sottile ed energetico. In riferimento a questo concetto, è bene specificare che nelle mie pratiche non conduco gli allievi a ritmi veloci e sostenuti. Il mio metodo si basa su dolcezza e tranquillità nell’esecuzione di ciascun asana. Il mio desiderio è che ciascun allievo si senta a proprio agio, senza battiti cardiaci accelerati, affanno o eccessivo affaticamento muscolare e articolare. Il mio metodo di insegnamento va a ricercare benefici attraverso pratiche in cui le posizioni vengono approcciate, mantenute e rilasciate dolcemente, lentamente e delicatamente, il tutto sempre accompagnato dal ritmo naturale del proprio respiro. Il fine ultimo è quello di sviluppare forza, equilibrio, stabilità, flessibilità fisici e mentali con un approccio calmo e sereno.

Fondamentale per me è iniziare le pratiche portando la propria consapevolezza verso il ritmo naturale del respiro, in quanto quest’ultimo è l’unico elemento della nostra esistenza che davvero permette di sperimentare la presenza nel qui ed ora, senza divagare in ricordi legati al passato o in pensieri proiettati al futuro.

Le mie lezioni sono fisicamente accessibili a tutti: per ogni posizione fornisco sempre diverse opzioni e livelli di esecuzione. Stessa cosa vale per la parte di pranayama e meditazione: guido gli allievi mostrando vie semplici per l’attuazione delle diverse pratiche. Non vi è nessun prerequisito fisico o mentale per poter partecipare alle mie classi. Lo yoga non è per forza fatto di sequenze di asana performanti, complicatissimi e, di conseguenza, discriminanti per chi non è flessibile a livello articolare o forte a livello muscolare. Purtroppo in Occidente, spesso viene mostrato e presentato in questa maniera, inducendo molte persone a rinunciarci. La mia visione delle yoga si distacca da quella prospettiva e, dunque, insieme possiamo adattare qualsiasi pratica alle tue necessità, semplicemente attraverso un ascolto consapevole di se stessi.

Da tutto questo, negli anni sono giunta a definire un metodo di insegnamento che chiamo Yoga Intuitivo, il quale è introdotto sia nelle lezioni di gruppo sia nelle lezioni individuali. Questo approccio ricerca l’attivismo completo degli allievi durante la pratica, con la stimolazione della loro memoria e di una maggiore consapevolezza di se stessi per condurre ad una lezione completamente personalizzata ed in linea con i propri bisogni del momento.